Marianna Carbone


S ono una costumista teatrale e una docente di Disegno per la progettazione presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli: per far capire chi sono sarebbe meglio un disegno!


Provo allora a tracciare il mio ritratto con le parole, mettendo in fila quelle più importanti. Le prime potrebbero essere Accademia di Belle Arti di Napoli: in questo luogo, per me magico, ha avuto inizio il mio percorso di formazione che si è chiuso nel 2006 quando ho conseguito il diploma di Laurea di secondo livello in Arti visive e discipline dello Spettacolo. Quanto ho imparato in Accademia ha caratterizzato il mio essere costumista e, diciamolo sottovoce, artista. Immaginate la gioia, quindi, nel diventare una docente dell’Accademia, la mia Accademia. Il mio percorso lavorativo, però, è stato caratterizzato da un’altra parola fondamentale: Teatro.


Il Teatro lo scopro proprio in Accademia, grazie ai miei docenti che mi insegnano a coltivare l’amore per un luogo così particolarmente bello. Fondamentali sono stati gli insegnamenti del Maestro Tony Stefanucci che mi ha permesso di pensare al Teatro come un laboratorio in cui fantasia e rigore si mescolano per creare l’alchimia necessaria per far nascere le emozioni. Inizio, quindi, il mio viaggio in questo universo infinito iniziando a lavorare come pittrice e scenografa presso alcuni laboratori che hanno rappresentato la palestra dove ho potuto rafforzare e affinare le mie capacità.


Dopo questa esperienza, che ricordo sempre con una dolce nostalgia, una nuova parola si fa spazio nella mia vita: Costume. Ancora una volta un incontro apre questo viaggio che ancora oggi non è finito: quello con Zaira de Vincentiis. Con lei intraprendo il mio percorso nell’ambito del costume che si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di importanti spettacoli in teatri nazionali e internazionali.

In questo lungo viaggio ho avuto la preziosa occasione di poter collaborare, oltre che con Zaira de Vincentiis, con alcune delle principali costumiste italiana costruendo un “mio percorso” che si muove su un doppio livello: quello progettuale, che porta alla definizione dei bozzetti dei costumi, e quello realizzativo che ho potuto costruire giorno dopo giorno grazie alla collaborazione con le principali sartorie cine-teatrali come Tirelli, Farani e The One. Ho anche sviluppato numerose esperienze come “costumista” dando i colori del mio animo ai costumi che si muovevano in scena. Così sono nati gli abiti di “Una Giornata Particolare” e del “Misantropo”, spettacoli che hanno avuto la regia di Nora Venturini, quelli de La Brocca Rotta, spettacolo diretto da Giuseppe Di Pasquale, quelli del “Flauto Magico”, dell’”Isola disabitata”e della “Serva Padrona diretti da Mariano Bauduin. Questi sono solo alcuni dei mie lavori che potrete, se vi va, navigare in questo sito.


Proprio attraverso le esperienze che ho condotto sui palcoscenici del teatro, ho potuto scoprire la parola che mi descrive meglio: attraverso i disegni dei bozzetti e la loro progettazione ho potuto capire come tutto il mio lavoro si muova nella ricerca. E per ricercare c’è bisogno di studiare, sempre: perché non so ancora nulla della materia di cui sono fatti sogni. Sì, se volete capire un po’ del mondo bisogna sognare, la parola che mi descrive meglio!